Categoria: Scuola di Poker

Who wanna be a donk?I consigli dei nostri esperti per non fare la figura del donk!

Tutti i consigli
per andare Velox
senza…
sbandare in curva

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VELOX, IL FASCINO DELLA LOTTERIA – I Velox, da poco presenti nella lobby di Bbet e delle collegate di BMB, sono sit&go che – come dice la parola – si caratterizzano per la velocità di svolgimento e, soprattutto, per il montepremi variabile: la rullata che accompagna l’inizio del gioco (altro…)

Strategia al tavolo:
quando flattare AK negli MTT

A-K è una mano importante, ma se giocata male, spesso controproducente

 

Giocare A-K preflop non è mai troppo difficile, soprattutto nel cash game. La 3bet è d’obbligo, al contrario di un semplice call. Ma entrando in un contesto MTT, le cose possono cambiare radicalmente. Vediamo allora qualche esempio dove, con A-K, è meglio flattare piuttosto che 3bettare. (altro…)

Strategia poker:
passare dal texas al omaha

Daniel Alaei vincitore dell’evento pot limit omaha da 10.000$ alle ultime world series of poker

Il giocatore tipo di Omaha è un giocatore di poker con delle conoscenze base di Texas Hold’em e che pensa che l’Omaha sia semplicemente una versione a quattro carte dell’altro gioco. Niente di più sbagliato, visto che l’Omaha e il Texas Hold’em si assomigliano molto ad un livello superficiale, ma se visti più da vicino ci si accorge che sono due giochi profondamente diversi.

Una delle differenze più grandi tra l’Omaha e l’Hold’em è che a Omaha ci sono poche mani iniziali che implicano un vantaggio notevole rispetto ad altre mani iniziali. Se due giocatori hanno entrambi mani decenti, il vantaggio di uno sull’altro è di circa 60 a 40, non molto se si pensa che a Hold’em avere una coppia più alta di un altro giocatore comporta un vantaggio di circa 80 a 20.

Ciò significa che a Omaha giocherete molti più piatti rispetto al Texas Hold’em, almeno se sapete quello che state facendo. Se siete un giocatore alle prime armi allora è meglio giocare meno spot, diciamo soltanto quando tutte e quattro le vostre carte sono in un certo modo connesse l’una con l’altra. In seguito, con più esperienza, potrete aumentare il numero degli spot in cui entrare.

L’Omaha è un gioco di progetti. Quando giocate a Omaha vi capiterà spesso di dover investire un numero elevato di chip senza avere una mano completa, questo per il valore degli odds sul vostro progetto. Ciò capita invece molto raramente a Texas Hold’em.

La cosa più importante da ricordare quando si gioca a Omaha è che dovreste sempre fare progetti per il nut. A Hold’em potete essere tentati a centrare la scala con carte sopra il dieci non connesse, mentre invece a Omaha giocate di questo genere possono rivelarsi molto pericolose.

Vediamo un esempio concreto.

Avete A♠ 7♠ 9♥ 7♥ e sul flop ci sono A♣ T♦ 8♥. Voi avete top pair con un progetto di scala, al vostro progetto manca però la carta più bassa, perché l’unica carta che vi serve è un 6. Il rischio è che un altro giocatore con carte tipo K-Q-J-x o Q-J-9-x possa fare una scala più alta. La top pair è invece un punto decisamente debole in questa variante.

La posizione è un fattore importante a Hold’em, ma ancora di più a Omaha. Trovarsi a giocare in una delle ultime posizioni è un vantaggio molto grande, perché vi consente di avere un sacco di informazioni sui vostri avversari. La differenza è che a Pot-Limit Omaha ciò vi dà anche una posizione di controllo sul piatto. Se qualcuno punta contro di voi, potete decidere se vedere con progetti discreti o giocare in maniera più accorta per proteggere una mano particolarmente buona. Siate quindi attenti e non controrilanciate mai prima del flop da una delle prime posizioni.

Siate pronti ad assistere a molti più colpi di scena quando giocate a Omaha, oltre a vedere crescere esponenzialmente i pot . È molto frequente infatti che sia voi che qualcuno dei vostri avversari abbiate le odds giuste per investire tutte le vostre chip. Quando giocate a Omaha rischierete molto più spesso tutto il vostro stack di quanto non capiti giocando a Hold’em.

Tralasciando i consigli standard che si danno ai novizi come, ‘se ci sono quattro carte di colore sul board e voi ne avete una in mano non avete nulla’, di cui immaginiamo vi abbiano già parlato, se siete consapevoli delle differenze esistenti fra questi due giochi e se adottate le giuste misure quando passate dal Texas Hold’em all’Omaha, le possibilità di vincere anche a Omaha saranno alte.