CR7 alla Juventus, affare o no? La parola ai numeri del portoghese

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Cristiano Ronaldo alla Juventus: è davvero il colpo del secolo?

In queste ultime ore la notizia più dibattuta a livello mondiale è il passaggio di Cristiano Ronaldo dal Real Madrid alla Juventus, un evento che sta mettendo in ombra perfino la fase finale del Mondiale. Si è già sprecato tantissimo inchiostro sulla vicenda, che come spesso accade vede il contrapporsi di due correnti di pensiero: da un lato vi è una maggioranza che pensa al trasferimento del portoghese in bianconero come un grandissimo affare – sia dal punto di vista tecnico che commerciale – per la Juventus e, di riflesso, un’enorme spinta propulsiva per l’intero movimento calcistico italiano; dall’altro vi è una corrente minoritaria che fatica a comprendere un simile esborso (di cartellino e ingaggio) per un giocatore che ha già compiuto 33 anni, e dunque inevitabilmente destinato a un fisiologico calo di rendimento nelle stagioni a venire.

In questa sede non si vuole prendere una posizione netta sull’argomento, in quanto entrambe le teorie sopracitate devono necessariamente passare dalla prova dei fatti, per essere giudicate valide o meno. Allo stesso modo, non interessa una disamina economica del trasferimento, non potendo avere una percezione reale dell’evento in tutta la sua complessità. Ciò che si può e si vuole fare è gettare uno sguardo statistico su quello che i numeri dicono a proposito del rendimento del capitano del Portogallo.

 

CAMPIONATO – Partiamo dai campionati nazionali. Cristiano finora ha militato in 3 diversi campionati: Primeira Liga portoghese, Premier League e Liga spagnola. La stagione in cui ha raccolto il minor numero di presenze è stata proprio la prima da professionista, nel 2002/03 con la maglia dello Sporting Lisbona, quando a 17 anni ha collezionato comunque 25 gettoni (conditi da 3 reti). Da allora, la macchina perfetta non ha mai smesso di funzionare: nei successivi sei anni di Premier League l’attaccante ha oscillato tra le 29 e le 34 presenze ogni anno, mettendo a segno un totale di 84 gol in 196 presenze: poco meno di 1 gol ogni 2 partite. Dal punto di vista realizzativo, l’annata della svolta è stata quella 2006/07, quando per la prima volta Cristiano è andato in doppia cifra, mettendo la firma su 17 gol alla fine della stagione. Da quel momento in poi, non è più sceso sotto quella soglia.

La musica non è cambiata con il passaggio al Real Madrid, anzi. CR7 ha chiuso la sua prima stagione in camiseta blanca con 26 gol in 29 presenze; nelle due annate successive (2010/11 e 2011/12) il portoghese ha segnato rispettivamente 40 e 46 gol, record quest’ultimo ritoccato nel 2014/15 con 48 reti in 35 partite: fate voi la media. In totale, nella sua esperienza spagnola, Cristiano non ha mai segnato meno di 25 gol a stagione in campionato (2016/2017), chiudendo la sua esperienza in Liga con 311 gol in 292 presenze, per l’incredibile media di 1,05 reti a partita. Leo Messi lo precede nella classifica dei migliori marcatori di sempre (383 gol), ma ha oltre 100 presenze in più (318) e una media inferiore a 1 (0,92). Per quanto riguarda i gettoni in campionato, in 9 anni non è mai sceso sotto le 27 partite di Liga, dunque ha giocato almeno 3/4 di torneo ogni anno.

 

CHAMPIONS LEAGUEPer Cristiano l’unica coppa europea è la Champions League, visto che non ha mai giocato in Europa League e conta due sole presenze nella vecchia coppa Uefa, ai tempi dello Sporting. Il primo gol nella massima competizione continentale è arrivato nel 2005 (contro gli ungheresi del Debrecen), e in totale con la casacca dello United ha collezionato 16 reti in 55 presenze. Anche per quanto riguarda la Champions League è possibile individuare una stagione di svolta nella carriera di Ronaldo: è il 2011/12, e per la prima volta il portoghese raggiunge la doppia cifra (10 gol in 10 presenze) nell’ex Coppa dei Campioni. Da allora non  ha fatto passi indietro, neanche il minimo balbettio: è stata infatti la prima di 8 stagioni consecutive chiuse con almeno 10 gol in Champions League. Il record appartiene al 2013/14, quando sono arrivati 17 gol in 11 presenze. E’ ininterrottamente da 6 stagioni il capocannoniere del torneo (titolo diviso con Neymar e Messi nel 2014/15), nonché miglior marcatore di sempre della competizione con 121 gol in 153 presenze.

 

ALTRE COPPE  E NAZIONALE Anche nelle coppe nazionali i numeri di Cristiano sono impressionanti: tra Coppa portoghese, FA Cup, Football League Cup e Coppa del Re sono arrivati altri 41 gol in 71 presenze. Se consideriamo anche le Supercoppe nazionali e internazionali e il Mondiale per Club, in cui CR7 ha realizzato 13 gol in 18 partite, si arriva a 54 gol in 89 presenze. Statistiche che si fa fatica a commentare. Chiudiamo questa carrellata sulla carriera di club di Cristiano ponendo l’accento su due stagioni in particolare, l’annata 2012/13 e quella del 2015/16. Nella prima l’asso portoghese ha messo a segno:

  • 34 gol in 34 presenze nella Liga
  • 7 gol in 7 presenze in Coppa del Re
  • 12 gol in 12 presenze in Champions League
  • 2 gol in 2 presenze in Supercoppa Spagnola

Chiudendo la stagione con 55 gol in 55 presenze. Nel 2015/16 invece, semplicemente, è riuscito a concludere la stagione a quota 61 reti. 

La stella di Ronaldo illumina anche la sua nazionale, il Portogallo. E’ il giocatore lusitano con più presenze (154) e più gol (85) della storia. Nel totale della sua carriera, tra club e nazionale, Cristiano ha totalizzato 918 presenze realizzando 660 reti.

PALMARES – Tralasciando i record individuali (ricordiamo però i 5 Palloni d’Oro), nel suo palmares si contano:

  • 5 Champions League
  • 4 Mondiali per Club
  • 2 Supercoppa Uefa
  • 1 Europeo
  • 3 Premier League, 1 Coppa d’Inghilterra, 2 Coppa di Lega inglese, 2 Community Shield
  • 2 Liga, 2 Coppa di Spagna, 2 Supercoppa di Spagna
  • 1 Supercoppa di Portogallo

Questi gli impressionanti numeri del campione portoghese. Per giudicare la bontà del suo acquisto, come premesso a inizio articolo, occorrerà aspettare la prova del tempo. Intanto, queste statistiche aiutano ad avere l’idea circa l’impatto che il nuovo numero 7 della Juventus potrà avere sulla Serie A e sul sogno bianconero di portare a Torino la Champions League.

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