L’harakiri del samurai Milan e la fame del drago Juventus

benatia e dybala
Benatia e Dybala, protagonisti nella vittoria bianconera

Quella che ieri definivamo come “la partita della stagione” per il Milan si è trasformata in un incubo in bianco e nero per Gattuso e i suoi ragazzi, usciti con le ossa rotte dal secco confronto contro i Campioni d’Italia. Il 4 a 0 finale consegna la quarta Coppa Italia consecutiva ad Allegri e risveglia bruscamente quella parte di ambiente rossonero che pregustava il primo trofeo del nuovo corso made in China.

Eppure alla fine del primo tempo non era affatto facile pronosticare un risultato così rotondo. La prima frazione infatti era stata equilibrata, con poche occasioni (nessuna clamorosa) da entrambi i lati e i rossoneri molto accorti in fase di non possesso. Sembrava insomma che il copione della vigilia fosse rispettato in pieno: Juventus che cerca di fare la partita e Milan vigile, pronto a pungere in contropiede. Se a questo aggiungiamo la grande attenzione dei rossoneri nel chiudere le fonti del gioco offensivo juventine (Douglas Costa e Dybala su tutti), lo 0 a 0 della prima frazione risulta quasi logico.

Nella ripresa però qualcosa cambia. In partite dove l’attenzione è ai massimi livelli sono due i fattori in grado di spostare gli equilibri: la prodezza del singolo e i calci piazzati. Combinando entrambi i fattori nasce il primo gol bianconero: da un tiro improvviso dalla distanza di Dybala arriva al 56′ il calcio d’angolo che porta alla frustata vincente di Benatia per il vantaggio della Juve.

 

A questo punto il Milan si sgretola. Ancora un lampo da lontano di Dybala viene deviato in corner da Donnarumma, prima che il giovane portiere si accartocci malamente sul mancino da fuori area di Douglas Costa, consentendo il raddoppio alla Juve. L’errore pesa tanto sulla tenuta mentale del portiere di Castellammare di Stabia, che dopo soli 3′ perde la presa su un pallone banale, regalando il tris ai piemontesi e un’impronosticabile doppietta a Benatia (già a segno contro il Milan nella scorsa stagione). La serata degli orrori milanista si arricchisce di un ulteriore episodio al 76′ quando, sempre su corner, Kalinic è goffo nella deviazione, infilando di testa la propria porta. L’harakiri è compiuto, il Milan si trafigge da solo con la lama della propria inesperienza e si offre in banchetto all’insaziabile drago bianconero. Che non vedeva l’ora di scrollarsi di dosso le tensioni delle ultime settimane e regalarsi una serata di pigro trionfo. Già, pigro: perché l’impressione che si ha a fine partita è che la Juventus abbia vinto questa partita per manifesta superiorità, con il Milan relegato al ruolo di sparring partner nell’ennesima parata bianconera.

In effetti, nell’arco dei tre confronti stagionali tra le due squadre, il Milan ha incassato tre sconfitte con 9 gol subiti e solo 1 messo a segno, segno che il gap con la Juventus è ancora molto ampio.

L’occasione per rifarsi però non è poi così lontana: il 12 agosto si disputerà infatti la Supercoppa Italiana, che vedrà in campo gli stessi protagonisti di ieri sera. La speranza per i rossoneri è che la Juventus si presenti all’appuntamento con la pancia piena e le gambe ancora pesanti. Harakiri permettendo.

Lascia un commento